SABATO 8.00 Meditazione ZAZEN

La Meditazione ZAZEN

E’ sedersi in meditazione, semplicemente sedersi senza voler raggiungere un obiettivo.
Sviluppa presenza, compassione, concentrazione e forza nell’hara.

Quando parlo della Meditazione Zazen  con le persone, mostrano entusiasmo. Provare è un’altra storia.

Alzarsi all’alba del sabato? Non ce la posso fare! Questa è la frase più gettonata. Ma è proprio questo il bello.

Arrivo al Loft un po’ prima per preparare la sala, i tappetini e gli Zafu (i cuscini su cui ci si siede), apro le finestre e

l’aria fresca del mattino carica di energia, pervade l’ambiente e già mi sento bene.

C’è silenzio al Loft e magari qualche cinguettio viene da fuori.

Chi verrà questa mattina per condividere ?  Qui non c’è un tasto con la scritta condividi, che è molto facile cliccare, qui alcune persone piano piano, arrivano in silenzio.

Un piccolo inchino all’ingresso della sala ha un significato profondo che coglie chi lo fa e ci si siede, chi rivolto al muro, chi verso la luce dellla finestre.

Nel silenzio tocco la mia magica campana tibetana e il viaggio comincia per tutti.

Compagni di avventura vi aspetto con trepidazione il sabato mattina alle 8:00 e portate il vostro cuore .

      GASSHO

è una forma di meditazione che si attua ponendo le mani giunte all’altezza del cuore, le punte degli indici possono toccare il mento mentre la nostra attenzione viene focalizzata al punto di unione delle nostre dita medie dove terminano i meridiani del ministro del cuore. Le due mani congiunte rappresentano l’unione della nostra parte terrena con la nostra parte divina e altresì il connubio della nostra umanità con la divinità suprema.
Si può assumere questa posizione stando seduti per terra, o su una sedia: l’importante è che la schiena sia ben dritta.
Gassho può essere praticato prima di ogni trattamento terapeutico ma anche all’inizio di ogni seminario, oppure al mattino al risveglio e alla sera prima del riposo notturno. Tramite Gassho sperimentiamo uno stato di distacco verso tutti i problemi contingenti che ci hanno accompagnato durante il giorno, che ci permette di esulare dalla nostra individualità per entrare a far parte della totalità dell’Uno, di riconoscere la persona che stiamo trattando parte di noi stessi, e in ultimo ci dispone a diventare canali energetici puliti e consapevoli.

GASSHO

Il Mio Maestro è stato Kazunori Sasakhi. I suoi seminari cominciavano sempre con una meditazione di circa un’ora. Allora non capivo bene la bellezza di questa pratica e i benefici che porta e allora passavo questi minuti interminabili aspettando che il tempo passasse il più in fretta possibile . Ero  rivolto al muro e mi ricordo con gli occhi socchiusi che fissavo un punto della parete analizzando  su questa tutte le increspature che potessero somigliare a qualcosa: un animale, il profilo di un viso e così tic tac il tempo passava . Le gambe alle volte si addormentavano ma nel silenzio della sala dove non c’era alcun rumore neanche di respiro malgrado fossimo veramente in tanti, non me la sentivo proprio di muovermi e l’unica solllievo era distendere la gamba. Nessuno mi spiegava mai qualcosa, tutti davano per acquisita la pratica e così per tanto tempo perchè come in tutte le pratiche il messaggio ad un certo momento ti arriva. Gassho era liberatorio ,Sasakhi con quaesta voce grave, gutturale quasi inumana diceva GASSHO e le mani si mettevano nella posizione dela preghiera, ancora qualche minuto e tutto era finito. Non so perchè  ci tenessi così tanto a partecipare e così oggi lo capisco e voglio divulgarla.

 

GASSHO è una forma di meditazione che si attua ponendo le mani giunte all’altezza del cuore, le punte degli indici possono toccare il mento mentre la nostra attenzione viene focalizzata al punto di unione delle nostre dita medie dove terminano i meridiani del ministro del cuore. Le due mani congiunte rappresentano l’unione della nostra parte terrena con la nostra parte divina e altresì il connubio della nostra umanità con la divinità suprema.
Si può assumere questa posizione stando seduti per terra, o su una sedia: l’importante è che la schiena sia ben dritta.
Gassho può essere praticato prima di ogni trattamento terapeutico ma anche all’inizio di ogni seminario, oppure al mattino al risveglio e alla sera prima del riposo notturno. Tramite Gassho sperimentiamo uno stato di distacco verso tutti i problemi contingenti che ci hanno accompagnato durante il giorno, che ci permette di esulare dalla nostra individualità per entrare a far parte della totalità dell’Uno, di riconoscere la persona che stiamo trattando parte di noi stessi, e in ultimo ci dispone a diventare canali energetici puliti e consapevoli.